Xiaomi è fuori dalla black list USA

Xiaomi è fuori dalla black list USA

E’ durata veramente poco la permanenza di Xiaomi nella lista nera degli Stati Uniti. Il merito va alla decisione presa dal dal giudice federale Rudolph Contreras, il quale ha dichiarato che non sia possibile stabilire, almeno per ora, uno stretto legame tra l’azienda e i poteri militari statali del governo cinese.

Secondo il giudice si tratterebbe di una decisione ritenuta arbitraria e capricciosa da parte del governo americano, e Xiaomi aveva tutti i diritti di potersi difendere da un danno che avrebbe potuto mettere in grosse difficoltà l’azienda in futuro, pur non avendo lo stesso valore di un ban vero e proprio come quello di Huawei.

Questo ovviamente non scagiona definitivamente Xiaomi, che adesso dovrà difendersi dalle accuse e ribattere con delle prove che dimostrano l’assenza di legami con le forze statali cinesi. Ricordiamo che attualmente Xiaomi è attualmente il quarto produttore mondiale di smartphone, con una quota di mercato del 12,9%. Secondo le ultime stime, nel 2021 l’azienda dovrebbe scalare e raggiungere il terzo posto, piazzandosi dietro a Samsung e Apple. Era scontato dunque che il colosso cinese decidesse di combattere la decisione presa dagli Stati Uniti.

Perché Xiaomi è finita nella lista nera del governo americano

Xiaomi era finita nella lista del governo a seguito di un’onorificenza governativa data al fondatore e amministratore delegato Lei Jun.

L’onorificenza in questione risale al 2019, quando il ministero per l’industria e l’informatica (MIIT) ha conferito a Jun e altri 99 imprenditori il titolo di “eccezionale costruttore di socialismo con caratteristiche cinesi”.

Perché dunque procedere addirittura all’inserimento di Xiaomi nella Black List governativa? Secondo gli USA, il MIIT sarebbe considerato il fulcro nella fusione dei settori civile e militare con il quale la Cina vuole modernizzare l’esercito cinese impiegando tecnologia avanzata di ultima generazione.

Ad insospettire il governo americano ci sarebbe anche un piano d’investimenti dal valore di 7,7 miliardi di dollari che nei prossimi 5 anni sarà impiegato nello sviluppo della rete 5G e le intelligenze artificiali. Due settori, che come ben sappiamo, sono viste come mezzi di alto profilo per lo spionaggio da parte del governo cinese. Secondo il Wall Street Journal, l’impiego di queste tecnologie porterà inevitabilmente Xiaomi a diventare il principale esponente del settore nel campo delle apparecchiature Smart.

Vi è comunque da precisare un passaggio importante: l’inserimento dell’azienda nella lista nera del governo americano non comporterà automaticamente il ban; Xiaomi potrà continuare ad aver contatti con i fornitori (inclusi Microsoft, Google e Qualcomm), tuttavia le aziende USA non potranno più investire su di lei.

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