Google pensa a tre smartwatch Pixel: ecco le caratteristiche

Google pensa a tre smartwatch Pixel: ecco le caratteristiche

Google è pronta ad entrare in prima linea dentro al mercato degli indossabili. L’obiettivo del gigante di Mountain View è presto detto: stagliarsi come migliore alternativa ad Apple Watch e far da ambasciatore alla diffusione e sviluppo della piattaforma Wear OS. Secondo alcune indiscrezioni raccolte nelle ultime ore, sarebbero addirittura tre i nuovi smartwatch Pixel pronti al debutto in autunno, di concerto con i rinnovati smartphone Google Pixel 3 e Pixel 3 XL e, chissà, qualche altro dispositivo degno di rilievo, magari sul fronte ChromeOS.

La redazione di WinFuture ha infatti confermato a distanza quanto caldeggiato nei giorni scorsi dall’affidabile EvLeaks, snocciolando addirittura con buona precisione le caratteristiche del trittico di indossabili griffati Google. Possiamo già confermare il nome commerciale di ognuno (Ling, Triton e Sardine), mentre non abbiamo informazioni su quelli che saranno i i prezzi di listino al pubblico. Possiamo però farci una idea in ossequio alla bozza di scheda tecnica trapelata proprio in queste ultime ore.

I tre nuovi smartwatch Pixel agiranno tutti sulla base della piattaforma Snapdragon Wear 3100, nello specifico il processore presentato da Qualcomm e Google negli ultimi giorni. Si tratta di un SoC strutturato secondo i paradigmi del processo produttivo a 28 nanometri (lo stesso, per inciso, del precedente Snapdragon Wear 2100, equipaggiato su svariati smartwatch Wear OS) e composto da quattro corte con architettura ARM COrtex-A7 e annessa scheda grafica Adreno 304. Il salto generazionale hardware vuol colmare una delle lacune più evidenti degli ex indossabili con a bordo Android Wear: i consumi energetici e l’annessa precaria durata della batteria.

Secondo la redazione di WinFuture, i tre smartwatch Pixel saranno altresì caratterizzati da Bluetooth con apt-X, GPS e connettività LTE, oltre che funzionalità per il conteggio dei passi e monitoraggio del battito cardiaco. Gli indossabili sarebbero già pronti, dal momento che – almeno stando alle informazioni in possesso della fonte – il lancio commerciale sarebbe dovuto avvenire a già a marzo scorso o comunque al Google I/O 2018. Tuttavia, problemi tecnici legati alla progettazione delle antenne e al tentativo di accrescere ancora di più l’autonomia complessiva hanno portato Google a traslare la data di esordio verso fine anno. Meglio così, aggiungeremmo noi, nella speranza che la presenza in prima battuta dal gigante di Mountain View possa portare fermento e migliorare ulteriormente la piattaforma Wear OS.

FONTE: WinFuture.de