Riconoscimento vocale, automatizzazione e IA: ecco come Google sta supportando i giornalisti del Medio Oriente

Riconoscimento vocale, automatizzazione e IA: ecco come Google sta supportando i giornalisti del Medio Oriente

Google ha sovvenzionato di quasi due milioni di dollari  21 progetti nel Medio Oriente, in particolar modo in Turchia ed Africa, conseguendo così per la prima volta nella storia di queste regione il primo Google News Initiative (GNI).

Tale iniziativa è parte di una serie più grande di sfide innovative regionali, e sicuramente un impegno globale da parte di Google News di donare circa trecento milioni di dollariper aiutare il giornalismo a prosperare nell’era digitale”.

Cosa cerca di fare Google?

Un punto chiave del finanziamento è quello di “supportare i progetti che guidano l’innovazione digitale e sviluppare così nuovi modelli di business”. In particolar modo nel Medio Oriente, le proposte si sarebbero dovute concentrare su progetti che “aumentassero il coinvolgimento dei lettori e/o l’esplorazione di nuovi modelli di business per costruire un futuro più forte per il giornalismo”.

Uno dei parametri chiave è stato il coinvolgimento personale, per via del fatto che “gli utilizzatori coinvolti più frequentemente si trasformano in iscritti paganti”, mentre l’attenzione ai modelli di business ha cercato di incoraggiare “movimenti che vanno al di là dei mezzi tradizionali per generare guadagni”.

 

Quale tipo di innovazione sta sovvenzionando Google?

Non sorprende che l’interesse per l’invito a presentare nuove proposte si è rivelato molto alto. Google ha ricevuto 527 domande di lavoro per circa 35 città. Di queste, circa due milioni di dollari sono stati stanziati per 21 progetti provenienti da 13 paesi della regione.
Come Sarah Hartley ha poi scritto sul suo blog, “le adesioni si basano su quattro criteri: impatto, fattibilità, innovazione ed ispirazione, e chiaramente progetti di successo ne mostrano tutti e quattro”.
Ecco alcuni esempi di progetti vincenti e delle tecnologie che verranno dunque utilizzate e sviluppate.

 

1. Automatizzazione delle storie generate in base ai dati

Israele ha avuto il maggior numero di richieste andate a buon fine, con ben quattro iniziative ad aver ottenuto la sovvenzione.

Il sito web yNet ha proposto un’idea di gran successo fondata sull’automatizzazione e distribuzione dei contenuti partendo da grandi set di dati strutturati, come per esempio i risultati elettorali o le graduatorie delle scuole pubbliche. Gli articoli automatizzati verranno creati di città in città, e distribuiti tramite notifiche push geograficamente concentrate.

“Con questo progetto yNet desidera far fronte a una delle grandi sfide nel panorama delle news digitali: l’attuale incapacità di produrre un quantitativo tale di contenuti basandosi sui dati a nostra disposizione,” ha sottolineato Google.

2. Colmare il divario tra mondo accademico e pubblico.

Negli Emirati Arabi Uniti, Aloloom Lil Omoom (Popular Science Arabia) ha assicurato supporto per l’espansione delle sue piattaforme scientifiche e tecnologiche in partnership con le comunità accademiche. L’aspirazione per le persone che lavorano in questo campo è quello di “condividere le loro ricerche e i loro avanzamenti scientifici”, in uno stile arabo che è “accessibile al pubblico.”

 

3. Trascrizione vocale, Arabo e Inglese

The National (un quotidiano inglese pubblicato ad Abu Dhabi) identifica “un’opportunità unica per sviluppare un nuovo servizio attraverso il market vocale in continua espansione”.
Il progetto pianifica un’offerta text-to-speech, che permetterà di condividere storie sia in inglese che in arabo. Considerato che “i contenuti arabi in alta qualità restano limitati rispetto la dimensione del mercato arabo”, questi prodotti cercano dunque di riempire questo gap.
In risposta al premio. Mina Al-Oraibi, una giornalista inglese-irachena e capo redattrice del The National, osserva che “così come le periferiche audio continuano a proliferare così i contenuti da ascoltare stanno diventando più importanti.”

 

4. Video dibattiti

Ampliare l’accesso è stato un tema ricorrente nelle Nas News irachene. La compagnia ha proposto una piattaforma prototipica per video dibattiti interattivi, progettate per assumere cittadini iracheni circa le problematiche locali.
“I dibattiti saranno facilitati da un network di corrispondenti locali, giornalisti e attivisti che hanno una reputazione tra le community ed un seguito molto alti”, ha spiegato Google.
Utilizzando un Iraqi locale, la prima piattaforma mobile social, Mushtarek, Google ha affermato che “riempiranno un gap nel mercato per provvedere ad un servizio che abiliti le comunità locali ad avere una voce nella società democratica.”

5. Raggiungere un pubblico sottoservito

“I membri della diaspora rappresentano il 13% della popolazione totale del Marocco”, ha detto Google. Ciononostante “si fare veramente poco per potenziare questa comunità”.
TelQuel, un quotidiano francese del Marocco, mira ad indirizzarsi verso “una piattaforma dedicata, offrendo news da un media brand fidato, servizi, interattività e networking.”

6. Migliorare l’accesso a contenuti digitali arabi

Jawla, una start-up tecnologicamente avanzata in Lebandon, è impaziente di occuparsi di una fetta sottoservita del pubblico: utilizzatori di internet che combattono e hanno difficoltà a trovare news arabe online sull’internet.
“Le nostre ricerche mostrano che la maggior parte dei digital publisher arabi hanno capacità e budget limitati per raggiungere un target minimo nel digital marketing”.

Per il primo round, Google ha annunciato che finanzierà progetti fino ad un massimo di $150.000 e il 70% del costo totale del progetto. Le compagnie dovranno essere incorporate nel Medio Oriente, Turchia ed Africa, o quantomeno i luoghi principali degli affari dovranno essere basati lì.
Sia in America Latina che in Asia il progetto arriva fino a $250.000 mentre in Nord America $300.000. In ogni caso, la sovvenzione è limitata al 70% o meno del costo totale del progetto.

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