Sopravvissuta al crollo di Rigopiano ringrazia su Facebook e viene insultata

Sopravvissuta al crollo di Rigopiano ringrazia su Facebook e viene insultata

“Volevo ringraziare tutte le persone che si sono preoccupate per me in questi giorni e che mi sono state vicine col pensiero. Grazie a tutti“. Questo il post condiviso su Facebook da Giorgia Galassi, una dei sopravvissuti alla slavina che ha spazzato via l’hotel Rigopiano.

La giovane è stata estratta viva dalle macerie dopo 58 ore assieme al fidanzato Vincenzo Forti e successivamente trasportata all’ospedale di Pescara in buone condizioni di salute. I ragazzi sono sopravvissuti mangiando neve.

Un semplice post liberatorio, di gratitudine verso coloro che l’hanno soccorsa da quell’inferno, ma che non è stato gradito a tutti. Le polemiche, difatti, non sono tardate ad arrivare.

Alcuni utenti hanno accusato la ragazza di avere poca empatia verso i suoi compagni di vacanza ancora intrappolati sotto le macerie: “Ma un minimo di sensibilità per chi è ancora là sotto non le passa per il cervello e per il cuore?” , si legge in uno dei commenti sotto al suo post condiviso sul social. C’è chi addirittura non gradisce neanche il tipo di ringraziamento: “Non ringraziare le persone che ti sono state vicine con il pensiero, ma ringrazia Dio e i soccorritori”.

Fortunatamente ci sono stati tanti, moltissimi, commenti di difesa, come: “Una persona sopravvive ad una sciagura del genere,ringrazia di essere viva e voi la insultate?! Curatevi., o anche:Che vergogna prendersela con questa ragazza.gente psicopatica …cara Giorgia goditi la vita“.

Ma il “linciaggio virtuale” non poteva certo finire con quel semplice post. Da giovane ragazza qual’è, Giorgia ha continuato nei giorni a condividere altri contenuti, come la foto di un regalo donatole da un’amica. Anche in questo caso non sono mancati gli hater di turno: “Questa Giorgia al posto di ringraziare Dio e i soccorritori che le hanno salvata pensa a pubblicare le cazzate che ingrata e i miei compaesani invece sono morti che rabbia” o ancora: “Beh, adesso lei e la mamma son pronte per il programma della D’Urso, sta a vedere…”.

Commenti al veleno, contro una giovane studentessa che ha rischiato di morire e ha passato oltre due giorni nel terrore di non vedere più i suoi cari.

Ringraziare i propri soccorritori e sentirsi felice di essere viva è una reazione umana, che qualunque persona nelle sue stesse condizioni avrebbe provato, e che si spera possano provare anche le altre persone ancora sepolte.

La giovane, forse ingenuamente, ha semplicemente condiviso le sue emozioni su Facebook. Un gesto che, oggigiorno, è diventato naturale per tutti, dai 15enni fino alla terza età.

Quello che non è affatto naturale è cercare il marcio ovunque e sfogare le proprie frustrazioni attaccando perfetti sconosciuti, il più delle volte senza neanche informarsi bene sui fatti, salendo su un pulpito virtuale per accaparrarsi qualche “mi piace” in più, come se quel numero di like fosse direttamente proporzionale alla propria autostima.