Nuova funzione di Google permette di salvare le ricerche in assenza di connessione

Nuova funzione di Google permette di salvare le ricerche in assenza di connessione

Una nuova funzione introdotta da Google su Android permetterebbe, a quanto pare, di risolvere un inconveniente riguardante l’uso del motore di ricerca.

Quando si inserisce una parola chiave nell’apposito campo per esplorare un dato argomento, infatti, normalmente la ricerca si interrompe nel momento in cui, spostandoci da una zona coperta dalla rete a una sprovvista di segnale, si verifichi una perdita di connessione ad internet (per esempio se ci apprestiamo ad entrare in un tunnel, o in un ascensore, o ancora in metropolitana e così via). Quando poi recuperiamo il collegamento, solitamente siamo costretti a ripercorrere ogni passaggio daccapo, a partire dall’inserimento del termine sul quale la ricerca si fonda.

Ora, però, sembrerebbe che il colosso di Mountain View, ultimamente piuttosto concentrato a implementare le prestazioni del celebre motore in condizioni di connessione assente o precaria (ricordiamo che solo pochi giorni fa ha presentato la versione Lite delle pagine super veloci Amp), abbia pensato a una soluzione al problema, facendo sì che il browser, una volta offline, conservi la parola chiave utilizzata, per poi eseguire l’algoritmo di ricerca e proporre i risultati all’utente non appena la connessione viene ripristinata. A questo punto, infatti, costui riceverebbe una notifica dei risultati ottenuti, così da poter proseguire indisturbato la navigazione come se il collegamento non fosse mai stato interrotto, ovverosia senza dover re-impostare dall’inizio i termini dell’indagine.

L’azienda precisa, inoltre, tramite il seguente comunicato, che tale modalità non inficia l’autonomia della batteria o la riserva di dati messa a disposizione dal profilo tariffario dell’utente:

“Se siete preoccupati per le spese del traffico dati o per la durata della batteria, non preoccupatevi. Questa funzione non consuma batteria e per il recupero pagine dei risultati di ricerca ha un impatto minimo sull’uso di dati“.