Annientamento: recensione dello sci-fi con Natalie Portman e Oscar Isaac

Annientamento è un film di fantascienza uscito il 12 marzo su Netflix, che punta molto all’horror come il primo Alien. Non si basa sugli jumpscare o su scene paurose volte a spaventare lo spettatore, ma più su un’atmosfera inquietante alla M. Night Shyamalan. Tutto questo unito a un’estetica estremamente bella come avrete visto già nel trailer, piena di colori ma in un contesto terrificante, che ricorda un po’ gli horror coloratissimi di Dario Argento. A questo uniteci anche le sensazioni che vi ha trasmesso una serie come Dark, sempre presente su Netflix. Se avete adorato la serie allora vi piacerà sicuramente anche questo lungometraggio, composto da personaggi femminili davvero degni di nota, insomma un film imperdibile.

La trama

La pellicola inizia con Lena, interpretata da Natalie Portman, che si trova rinchiusa in una stanza e sottoposta a un interrogatorio. Subito dopo le immagini si spostano da una Lena indaffarata nel suo lavoro come insegnante di biologia. Torna a casa e sembra aver perso una persona amata, ma proprio mentre sta ridipingendo le pareti di casa, ricompare questa persona dopo oltre un anno di scomparsa. C’è però qualcosa di strano nella ricomparsa di Kane, ovvero suo marito. Si sente improvvisamente male e sull’ambulanza succede qualcosa di molto strano. Lì Lena viene a conoscenza del “Bagliore”, un fenomeno inspiegabile. Ma la donna non si lascia abbattere, con il marito in fin di vita decide di entrare dentro il Bagliore per scoprirne i segreti insieme a tantissime altre persone che decidono di imbattersi in questa missione suicida.

Il film è davvero molto particolare ed è stato diretto da Alex Garland, il regista di Ex Machina e di The Beach. È un film di fantascienza che abbraccia in maniera molto interessante diversi concetti e sensazioni horror. Non è troppo ammiccante, porta con sé molte domande a cui lo spettatore deve cercare di dare un senso logico per fatti propri. Possiamo considerarlo come uno di quei film a cui bisogna applicarsi davvero molto per riuscire a trovare un senso a tutto. Infatti in alcuni paesi come l’Italia, il film non è uscito al cinema ma è stato distribuito da Netflix. Vedendo il film vi accorgerete che questa è una cosa positiva, perché proprio per le innumerevoli domande in sospeso che lascia, fa venire voglia di guardarlo più volte per capirlo al meglio, cosa decisamente più economica sulla piattaforma streaming rispetto al cinema. Annientamento è uno di quei film da non guardare distratti, dato che ci sono diversi indizi da dover tenere sott’occhio e ascoltare con attenzione. Una delle cose che colpisce di più lo spettatore è principalmente l’estetica. Non se ne vedono molti di film fantascientifici che parlano di qualcosa di sconosciuto e anche di potenzialmente pericoloso, che sia così affascinante esteticamente.

Come si vede dal trailer, sembra qualcosa di paradisiaco e non di oscuro come spesso tende a fare il genere fantascientifico che si avvicina all’horror. Annientamento è molto interessante anche per la sua costruzione registica che toglie letteralmente l’orientamento allo spettatore, un po’ come ai personaggi che perdono letteralmente la bussola, soprattutto su due delle cose fondamentali ovvero tempo e spazio. Una delle particolarità del film è che tutte le protagoniste, che sono una biologa, una psicologa, una fisica e una geologa, sono delle scienziate e sono donne. Una cosa un po’ rara da vedere nel cinema e in tutti i film di questo tipo. Molto spesso si tratta di uomini e pensate anche al numero di professioniste che viene rappresentato nel film e che viene incarnato da un personaggio femminile. Questa è una cosa importante da notare, sia per quanto riguarda la nostra società che per il cinema. La rappresentazione è molto importante, non sono solo dei personaggi, perché plasma effettivamente i sogni e la percezione della nostra società che ci vuole far convincere che quello che non vediamo non esiste.

Una delle teorie più probabili riguardo il Bagliore è che si tratta di un prisma rappresentato in modo molto colorato, come delle specie di bolle di sapone. Il Bagliore non solo riflette la luce ma anche il DNA, come ci viene spiegato più volte nel film. Sembrerebbe una forma aliena che probabilmente ha assunto la forma di un prisma perché la prima cosa che ha incontrato è proprio il faro, che si basa appunto sulla luce e su un gioco di riflessi, quindi probabilmente per questo pare abbia deciso di assumere queste caratteristiche. La scelta di rappresentare una forma aliena in quel determinato modo è molto interessante perché molto spesso gli alieni vengono visti come dei mostriciattoli ed è una rappresentazione molto scialba che ormai siamo abituati a vedere fin troppo all’interno di film sci-fi. Invece rappresentare una forma aliena come qualcosa di immateriale, di plasmabile, in grado di conquistare tutto sotto un nuovo aspetto, quindi non stile la Guerra dei Mondi o il solo nutrirsi degli esseri umani, è qualcosa di davvero innovativo e stimolante nonché rarissimo. Ma il film riserva tantissime altre sorprese. Il Bagliore altera e unisce il DNA, per esempio c’è una scena in cui un orso ha la voce di una delle persone che ha ucciso, oppure persone che diventano delle piante. Ma alterare e unire sono dei concetti opinabili, l’unione di questi DNA crea una posizione ambigua di annientamento, come viene spesso citato nel film, o mutamento. Non si capisce fino in fondo se si tratta di una distruzione del DNA oppure un semplice cambiamento di forma.

E’ un fattore molto ambiguo, perché se all’inizio l’uccisione di questi personaggi viene percepita come una distruzione o si parla anche molto di autodistruzione, da un altro punto di vista non è così. Se nulla viene distrutto ma cambia semplicemente forma è praticamente simbologia dell’infinito e dell’immortalità, di qualcosa che non avrà mai una fine. Il Bagliore può essere letto anche sotto diversi aspetti come la simbologia del “tumore”. Questo argomento torna molto spesso nel film, viene presentato da Lena parlando proprio di cellule tumorali della cervice e anche dal personaggio di Ventress che ha un tumore allo stato terminale. Il personaggio di Ventress avrà infatti una fine molto diversa rispetto a tutte le altre colleghe. Un altro argomento trattato è quello dell’immortalità che avviene in una conversazione tra Lena e il marito, in cui parlano del fatto che bloccare la riproduzione delle cellule potrebbe essere la chiave dell’immortalità.

Sappiamo che all’interno del film sono molte le squadre che sono entrate nel Bagliore per tentare di avere informazioni, però nessuna a parte il marito di Lena sono tornate vive e vittoriose. Questo potrebbe essere proprio come si sente a volte la medicina nei confronti del tumore, che purtroppo non è stato ancora debellato. Il fatto che siano tutte delle scienziate potrebbe sostenere questa ipotesi, ma ci sono anche altri dettagli che sono un po’ dissipati nel film, come per esempio all’inizio. Infatti inizialmente il collega di Lena parla proprio del fatto che la donna si è sempre impegnata in qualcosa che invece dovrebbe lasciar stare, sembra sottolineare che sia sempre piena di impegni e a un certo punto le consiglia di mollare tutto e di svagarsi. Un discorso vagamente simile verrà fatto anche da Ventress, quando Kane verrà prelevato e curato. Appena Ventress entra nella stanza di Lena, che non ricorda nulla degli ultimi giorni, le parla proprio di come mai abbia smesso di cercare suo marito dopo sei mesi. Lei risponde in modo un po’ anomalo, come se stesse tentando di dire che stia svolgendo delle ricerche parallele e all’inizio noi non capiamo, crediamo che il ricercarlo sia un po’ materialmente ma forse lei intendeva delle ricerche sul cancro. Se il marito di Lena non avesse davvero partecipato a una missione suicida, ma sia affetto invece da una tipologia di cancro, tutti questi dialoghi avrebbero senso in quanto Lena è occupata proprio a tentare di cercare una cura per suo marito, cosa che verrà detta nel film proprio dentro il Bagliore. E tutto l’impegno di Lena a favore delle cellulare tumorali verrà riconfermato diverse volte. Il motivo per cui il marito di Lena alla fine del film sembra star bene ed essere guarito miracolosamente, è proprio perché lei ha distrutto il cancro, ovvero il Bagliore da dentro. La scena è molto ambigua, sembra quasi che il regista volesse renderlo ancora più strano, come per esempio non essere certi se sia la vera Lena a uscire effettivamente dal faro.

Il viaggio interiore di Lena

annientamento

Per tutto il film si parla di autodistruzione sotto diversi aspetti, di autolesionismo, delle droghe, le dipendenze e del senso di colpa, temi che ritorneranno più volte. Il Bagliore sembra interagire anche con i ricordi, in quanto Kane ritorna a casa ma dice alla moglie di non ricordarsi cosa sia accaduto, di essere comparso solamente lì. Anche le donne che arriveranno attraverso il Bagliore passano diversi giorni di cui non ricordano nulla. Inoltre Lena comincerà ad avere dei ricordi proprio all’interno del Bagliore che saranno molto particolari, ovvero quelli del tradimento che potrebbero essere legati ad un senso di colpa. Tutto il viaggio che Lena fa lì dentro è strettamente legato alla sua vita personale. Infatti c’è una scena, per quanto riguarda suo marito (quella dove taglia lo stomaco al suo collega), che potrebbe essere percepito sotto diverse forme. Nel Bagliore scopriamo che il rapporto tra Lena e Kane è molto più complesso rispetto a quello che abbiamo visto all’inizio. Se quello che sembra il collega in realtà non lo è, quello che sembra un matrimonio idilliaco in realtà non è così. Lena ha tradito suo marito con un suo collega e deve affrontare il senso di colpa delle sue azioni durante la permanenza nel Bagliore. Deve venire a patti e accettare determinate cose, però come viene raccontato è molto ambiguo, non sappiamo se queste cose siano avvenute nel passato o nel futuro. Un Kane un po’ particolare, che non abbiamo visto fino a quel momento, ci viene mostrato in una scena quando le porta il succo di arancia e se ne va abbastanza strano e distaccato come il Kane che è ritornato all’inizio dentro la casa. Quindi ci sono diverse domande, il Bagliore cosa fa? Crea ricordi, li altera o li assorbe? Perché l’uomo che ritorna alla fine sembra una forma di vita che ha assorbito i ricordi del vero Kane. Una ipotesi attendibile è che alla fine del film è il clone di Kane a ritornare, cosa diversa invece per Lena, che dal ritorno del suo viaggio sembra essere se stessa, ma comunque cambiata. Se tutto il film è un viaggio attraverso il senso di colpa di Lena, in cui ha vissuto i suoi fallimenti e deve venirne a patti e superarli, diciamo che quella che vediamo dopo è il risultato di tutto ciò che ha vissuto all’ interno del Bagliore e di tutto questo viaggio interiore e effettivo che ha fatto. Se a livello metaforico tutti noi diventiamo qualcosa di diverso affrontando un momento terribile e traumatico come potrebbe essere una malattia, un senso di colpa che ci porta a essere delle persone diverse rispetto a quelle che eravamo prima, lo stesso identico concetto può essere visto in modo concreto e reale per quanto riguarda il lato fantascientifico del film. Ovvero Lena è venuta a contatto con il Bagliore quindi per quanto sia lei e non il suo clone, parte del Bagliore rimane dentro di lei. Come persone, noi siamo tutto ciò che abbiamo vissuto e questa simbologia viene incarnata concretamente e materialmente nel Bagliore. Il film ha quindi diverse chiavi di lettura sia per quanto riguarda il lato fantascientifico e sia quello metaforico.